8.11.2014

LA STRANIERA - Diana Galbadon

Reduce dal primo episodio della serie tv Outlander, sto cercando una spiegazione plausibile per giustificare il fatto che fino ad ora non vi abbia mai parlato dei libri di Diana Galbadon, in particolare di La Straniera, primo libro di questa lunghissima e fortunata serie.

Ambientata nella Scozia del 1945, la storia narra le vicende di Claire Beauchamp, una giovane infermiera che dopo sei lunghi anni di lontananza e una guerra mondiale in mezzo, si ritrova nelle Highlands assieme al marito Frank per una seconda, e sicuramente più tranquilla, luna di miele.

Io ho una passione sfegatata per la Gran Bretagna per cui se in un libro mi trovo davanti una bella ambientazione anglosassone, sono già in parte conquistata, ma vedere, perché questo è il termine giusto, i paesaggi descritti da Diana Galbadon è stata un' emozione unica. Vi dico questo perché durante la lettura si percepisce chiaramente quanta importanza lei dia alla cornice della storia, nonché al folklore e alle tradizioni del luogo. È proprio grazie a questo folklore e alle credenze mistiche di Inverness che la storia prende una piega incredibilmente diversa. Durante una passeggiata tranquilla infatti, Claire raggiunge la collina di Craigh na Dun, terreno su cui sorge un cerchio di pietre risalente al periodo dei druidi. Attratta come una calamita dalle pietre attorno a sé, ne tocca una e senza nemmeno accorgersene sviene cadendo a terra. Si risveglierà un po' intontita e nel medesimo cerchio di pietre ma nell' anno del signore 1743.  Sconvolta e impaurita, Claire si imbatte in Jonathan Russel, uomo incredibilmente simile al marito Frank e capitano dell' esercito britannico, che tenta di violentarla. Viene salvata grazie a Murtagh, un highlander appartenente al clan MacKenzie, che la porterà nel luogo dove si nascondono gli altri suoi compagni per capire che cosa ne avrebbero dovuto fare di lei. Qui l' attenderà un altro evento che cambierà la sua vita, l' incontro con James Fraser, o, come ci abitueremo a chiamarlo d' ora in avanti, semplicemente Jamie. Jamie è un ragazzo dalle fattezze tipiche scozzesi, alto, robusto e dai bellissimi capelli rossi. È ferito e Claire, grazie alle sue conoscenze mediche, gli salva il braccio e acquista il rispetto dell' intero clan. Senza fare troppi spoiler, perché il libro è molto lungo e succede veramente  di tutto, vi dico che per Claire sarà molto difficile accettare questa sua nuova situazione, tant'è che farà ogni cosa per tornare indietro e ricongiungersi con il marito Frank.
Anche quando verrà costretta a sposare il giovane Jamie e inizierà a provare per lui un qualcosa di molto diverso dalla semplice amicizia.

Basta, mi rifiuto di dire altro sulla trama.

Ormai avete capito che ho adorato questo libro alla follia, e sebbene siano passati anni da quando l' ho letto, è ancora ben impresso nella mia mente. Vi riassumo qua di sotto i punti che maggiormente ho apprezzato. 

1)  I protagonisti. Già da subito Claire mi è apparsa come una protagonista dal carattere forte e peperino, elemento che l' aiuterà non poco nel passato ma che al contempo sarà motivo di molti problemi nel corso della storia. Prende decisioni ferree, dice parolacce e risponde a tono, ma questo non significa che non possa una donna sensuale o elegante quando la necessità lo richiede. Insomma, in inglese l' avrei definita una kick-ass in italiano noi diciamo che è una donna con le palle. Jamie è di sicuro uno dei miei protagonisti maschili preferiti, in quanto lui è in tutto e per tutto un uomo con l' U maiuscola. Rispetta Claire come se fosse una principessa, ma non la tratta come se vivesse nella bambagia, mostra spesso i suoi difetti e spesso i suoi pregi. È capace di amare e perdonare, di dire sciocchezze e farti arrabbiare. In definitiva ritengo Jamie un uomo perfetto perchè è stato creato pieno di imperfezioni.
2) La lingua.  Spessissimo si ha modo di incontrare termini in scozzese o in gaelico e con l' andare avanti nella storia queste assurde parole così lontane del nostro vocabolario, diventano piacevolmente familiari e riuscire a capire cosa significa Mo Duinne, piuttosto che Mo chridhe è una soddisfazione unica.
3) Conoscenze storiche o mediche. Questo libro si può definire una vera e propria enciclopedia e non per le sue dimensioni considerevoli, ma perché l' autrice ha effettivamente studiato tantissimo prima di iniziare la stesura di La Straniera. Imparerete nozioni storiche di interesse soggettivo del genere "come facevano senza carta igienica nel XVIII secolo?", fino ad arrivare ad eventi storici realmente accaduti in Scozia e che in Italia non vengono inseriti nei libri di scuola. Assolutamente interessanti e curiose anche le nozioni mediche, botaniche e culinarie.
4) Il viaggio. Questo è un piccolo spoiler riguardante anche i prossimi libri, ma vi assicuro che dice ben poco della storia. Tutti i libri della serie Outlander hanno, infatti, a che fare con i viaggi, che siano nel tempo, avanti indietro per la Scozia, in altri posti d' Europa o del mondo, tenetevi pronte/i perché girerete molto!
5) Uomini in kilt. E quando dico uomini in kilt intendo everywhere! 

Allora vi ho convinto?

 VALUTAZIONE

   ★★★ /5


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Avete letto questo libro? Vi è piaciuto?



Vi auguro una buona giornata. Restate collegati.

Marty