8.17.2016

LAGGIÙ MI HANNO DETTO CHE C' È IL SOLE - Gayle Forman

Non ho mai letto nulla di Gayle Forman e dopo questo libro mi chiedo perchè non l'ho fatto prima.




















Laggiù mi hanno detto che c' è il sole è una young adult drammatico capace di parlare di amicizia, amore e perdita allo stesso tempo. Ambientato in un minuscolo paesino degli Stati Uniti narra la storia di Cody, una ragazza di diciotto anni che non ha mai avuto una vita facile. Non sa chi sia sua padre, che se n'è andato via appena è nata, la madre, che quando non è impegnata con il nuovo "fidanzato" di turno la guarda appena, e la loro situazione economica non è delle più rosee. Ma Cody ha Meg, la sua migliore amica, la sua compagna di giochi e confidenze che con la sua famiglia perfetta, il suo carattere vivace e caloroso è sempre riuscita a colmare il grande vuoto della sua vita. Tuttavia, nell'ultimo periodo, Cody ha preso un po' le distanze da Meg. Quest' ultima si è trasferita in una prestigiosa università, mentre lei è rimasta incastrata in quel buco di città e si tengono in contatto solo per email. Tutto cambia, però, quando un giorno Cody riceve un messaggio automatico dall'amica che le preannuncia ciò che in verità è già successo, ovvero che Meg si è suicidata in una stanza di Motel. Ed è qui che inizia la storia.

Cody è distrutta, ovviamente, non solo perché ha perso la sua amica, ma perché l'ha persa in quel modo terribile. Meg è sempre stata uno spirito libero, un' anima battagliero, una persona che vedeva il meglio nella vita e nelle persone e Cody non si riesce a spiegare come sia potuto accadere. Così quando i genitori di Meg la pregano di andare a raccogliere le sue cose nella stanza al college, Cody troverà nel computer alcuni file criptati e senza nemmeno accorgersene comincerà a investigare sugli ultimi momenti di vita di Meg. Cody è una protagonista che mi è piaciuta tantissimo. Non è una ragazza che si piange addosso o che sta con le mani in mano, ha un po' di problemi economici e si mette a fare la domestica per racimolare qualche risparmio. Ammetto, però, che all'inizio ho fatto un po' di fatica con lei, era spesso arrabbiata e maleducata, soprattutto quando va a Tacoma e incontra gli amici di Meg e Ben (tenete a mente questo nome) ma poi con l'andare avanti della storia ho capito che aveva tutte le ragioni per esserlo, anzi, probabilmente io stessa avrei reagito nel medesimo modo.

Sarò sincera, la storia d'amore non mi ha fatto né caldo  freddo. Forse non l'ho trovata tanto intensa o semplicemente perché il viaggio di consapevolezza di Cody ha avuto maggior rilievo in me. Cody incontra Ben McCallister una sera, quando decide di uscire e andare in un locale con alcuni compagni di dormitorio dell'amica. Ben è un musicista, ovviamente stragnocco, ma questo non dovrei nemmeno dirlo, ed è pieno dei soliti extra abusati cliché che tutti noi già conosciamo. Però sì, non è mi dispiaciuto del tutto, in particolare perchè, non posso negarlo, lo sviluppo della loro relazione avviene in maniera piuttosto realistica e lui si comporta sempre naturalmente con Cody. Questo loro rapporto è rafforzato anche dal fatto che sia Cody che Ben condividono un senso di colpa nei confronti di Meg, la prima per non essere riuscita a percepire il problema in tempo e il secondo per il fatto di aver avuto con lei una storiella da una notte e di averla possibilmente illusa. Insieme, quindi, inizieranno un percorso per capire realmente cosa ha spinto la ragazza a compiere quella tremenda e definitiva azione. 

E dopo tutto questo papiro penso sia appropriato parlare dell'aspetto più importante del libro: la depressione. La Forman tratta questo argomento con una sensibilità unica, rispettandolo, analizzandolo e dando una nota di speranza a fine romanzo. Ho apprezzato il fatto che l'autrice ci abbia fatto notare che una persona depressa, come lo era Meg, possa sembrare normale agli occhi di una persona che invece non lo è. Una persona qualunque può apparire sprizzante di gioia mentre dentro sta morendo e questo ci dimostra quanto la depressione sia comune oggigiorno. Il suicidio è oscuro e machiavellico, e sono rimasta piuttosto sconcertata nel constatare il realismo di alcuni dettagli che riguardano la morte di Meg e di come si sia organizzata per farla finita.

Il libro è breve e si legge tutto d'un fiato. E quando dico così non lo dico tanto per dire, io penso di averlo letto in un giorno e mezzo! In definitiva mi è piaciuto parecchio. Anche se sì, ci sono alcune cosine che non mi sono piaciute, alcuni momenti un po' troppo surreali (soprattutto per quanto riguarda la parte finale alla "catfish") e pagine in cui avrei voluto che l'autrice fosse meno fredda e distaccata, tuttavia, la storia si afferma essere un ottimo mix di mistero, romance e dramma e io ve lo consiglio assolutamente.  

Credo che la morale più grande di questa storia sia l' imparare a perdonare e a perdonarci. Persino fatti terribili e più grandi di noi, che probabilmente non potremo mai del tutto concepire. Questo perché il perdono è necessario per la giusta convivenza con noi stessi. Un piccolo consiglio, arrivati alla fine della storia leggete i ringraziamenti. Ne vale la pena!

VALUTAZIONE
★★★★ /5

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Avete letto questo libro? Vi è piaciuto? Quale altro libro della Forman mi consigliate?



Vi auguro una buona giornata. Restate collegati.

Marty