11.14.2016

QUELLI CHE CI SALVARONO - Jenna Blum

Solo una cosa. Ma quanto fa freddo?


Ho letto Quelli che ci salvarono di Jenna Blum diversi anni fa eppure non ve ne ho mai parlato prima d' ora. Pensandoci bene forse so anche perchè, ma lasciatemi spiegare. La storia è ambientata negli anni 40 in Germania. Anna è una bella ragazza di diciotto anni proveniente da un'ottima famiglia tedesca che si innamora del medico ebreo Max Stern. Poco tempo dopo l' inizio della loro relazione il dottore viene catturato, rinchiuso nel campo di Buchenwald e brutalmente impiccato. Anna, incinta, scappa di casa e trova rifugio in una panetteria. Qui inizierà a collaborante con la resistenza soltanto, però, per venire scoperta nel giro di breve tempo. Anna non avrà altro modo per salvare se stessa e sua figlia nata da poco che diventare l'amante di Horst von Steuern, uno dei più alti ufficiali di Buchenwald. Cinquanta anni dopo, la figlia, Trudy, ormai divenuta insegnante di storia tedesca all'università del Minnesota, cercherà di fare luce sul passato della madre.

Cosa mi è piaciuto:
  • Tutti quello che ci salvarono è un libro inusuale, perché a differenza delle classiche storie che parlano di Seconda Guerra Mondiale ed Olocausto, è narrato da un punto di vista meno abusato, quello dei tedeschi. Tedeschi non nazisti, bensì semplici cittadini;
  • Grazie all'aspetto sopraindicato si riesce a capire che, a differenza di quanto potrebbe sembrare, anche i tedeschi non se la passavano molto bene e che sopravvivenza, omertà, e collaborazione erano i sentimenti maggiormente presenti nella vita quotidiana di questi individui;
  • Amo le storie narrate su due piani temporali diversi perché sono sempre curiosa di sapere cosa dovrà accadere nel passato affinché si realizzino i fatti del futuro. In questo caso, ad esempio, una parte della storia è narrata negli anni 90' in Minnesota da Trudy (ormai cinquantenne) mentre l' altra parte a Weimar dalla madre Anna ancora giovanissima;
  • Anna è una protagonista che, diversamente dalla figlia, non mi è piaciuta tantissimo (sotto spiegherò meglio) ma un aspetto positivo ce l'ha ed è il coraggio e la forza di andare avanti, a prescindere dalle scelte difficili e  vergognose che la vita le metterà davanti;
  • Trudy è la figlia che Anna ebbe con Max, il dottore ebreo, e a mio parere è il personaggio meglio realizzato della storia. Nella sua parte Trudy è ormai una donna adulta, nonché insegnante di storia Germanica. È  forte, intraprendente, carismatica e assieme a lei assisteremo ai suoi conflitti interiori e ai suoi numerosi punti di domanda.  Non ha mai saputo nulla della vita di sua madre, in quanto quest' ultima ha sempre mantenuto il silenzio, ma grazie ad una foto ritrovata in un cassetto, che ritraeva la donna assieme ad un ufficiale delle SS, è cresciuta credendo di essere la figlia di un nazista. Trudy tuttavia conoscerà la vera storia della madre in seguito ad una serie di interviste a diversi testimoni di guerra che dovrà effettuare per un progetto universitario. 
Cosa non mi è piaciuto:
  • Anna, come vi avevo anticipato prima, è un personaggio che ho veramente fatto fatica a mandare giù. La conosciamo da giovane che, contro tutto e tutti, inizia una relazione clandestina con un dottore ebreo, la vediamo rimanere sola, partorire, fare parte della resistenza, intraprendere una relazione con un ufficiale delle SS semplicemente per salvare lei e la figlia, eppure, se da un lato ammiro la sua forza, il suo essere una macchina da guerra, dall'altro lato non posso non sottolineare la sua totale assenza di emozioni e un'accentuatissima apatia. Certo, capisco che Anna è il risultato di tutto quello che ha vissuto, ma se pure lei è impassibile agli avvenimenti della sua vita, come posso io provare empatia per la sua storia? Quindi, ecco questo personaggio non mi ha trasmesso la ben che minima emozione;
  • Il rapporto fra Anna e Max, il dottore, nonché padre di Trudy, ad esempio, è completamente inesplorato. Nulla ci aiuta a comprendere il perché del loro amore e una volta che lei inizierà a "vedere" l'ufficiale si scorderà completamente di lui. Nel senso che viene veramente dimenticato dalla storia;
  • La parte della storia in cui Anna diventa l'amante/schiava sessuale dell'ufficiale Obersturmführer per salvare sua figlia sarebbe potuta essere anche minimamente interessante (e più emotivamente sentita) se l'autrice, invece di incentrarsi a descrivere tutti gli episodi di sesso estremo in maniera così dettagliata, si fosse incentrata a creare le fondamenta di un rapporto vero e proprio con la figlia;
  •  La scrittura in sé per sé mi è piaciuta molto, ma i dialoghi, lasciatemelo dire, sono di una pesantezza unica. Questo perché sono privi di punteggiatura e il tutto risulta estremamente lento e frustante.  Spesso mi perdevo e dovevo tornare indietro a leggermi tutto. Ecco un esempio:

IN CONCLUSIONE: Questo libro mi ha diviso in due. Da una parte l'ho apprezzato perché mostra la storia di una giovane donna tedesca in un mondo corrotto, del suo coraggio e delle scelte terribili che  dovrà affrontare per sopravvivere e proteggere la figlia, ma d'altro canto Quelli che ci salvarono racconta una storia apatica, priva di sentimento e che sprizza grigio da ogni pagina. insomma, questo libro è come una fortissima sberla in faccia piuttosto che un bell'abbraccio, ma visto il tema trattato, non posso penalizzarlo del tutto. Quindi sì, dategli una possibilità, ma tenete basse le aspettative. Molto basse.


VALUTAZIONE
★★★ /5

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E voi, avete mai letto questo libro? Io vado a lavoro. :( Ci sentiamo prestissimo.

Tante buone letture! Restate collegati. 

 Vostra, Marty